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Il recupero della continenza urinaria

La prostatectomia, intervento chirurgico di asportazione della prostata, è un trattamento che, sebbene possa essere efficace nel trattamento del tumore, può comportare una serie di conseguenze, tra cui l’incontinenza urinaria e la disfunzione erettile. Queste conseguenze possono avere un impatto significativo sulla qualità di vita del paziente. La gestione post-operatoria assume quindi un aspetto cruciale.

L’intervento chirurgico di prostatectomia può determinare un impatto importante sulla qualità della vita sia in ambito fisico (incapacità a trattenere l’urina) sia in ambito psicologico (senso di vergogna, perdita della dignità, imbarazzo nella vita di tutti i giorni) e può quindi comportare un drastico ridimensionamento dell’immagine di sé. Il paziente tuttavia, pur essendo l’incontinenza frequente dopo l’intervento, non deve assolutamente accettare questa condizione come permanente o non trattabile. Per il mantenimento di uno standard di vita soddisfacente, è infatti possibile ricorrere a un approccio pre e post-operatorio completo e multidisciplinare, in grado di prevenire e trattare precocemente i deficit muscolari che sono causa dell’incontinenza e di ridurne l’impatto sulla qualità della vita. Da un lato, l’accompagnamento sociale e il supporto psicologico sono essenziali
per controllare l’ansia, la paura e lo sconforto del paziente e per aiutarlo ad affrontare lo stress associato alla nuova condizione. D’altra parte è altrettanto importante che il paziente possa essere indirizzato a un percorso riabilitativo che velocizzi il recupero della continenza e che lo conduca sino al massimo recupero possibile: deve quindi confrontarsi con persone esperte che lo possano aiutare a sentirsi meno isolato e ad affrontare in modo positivo la sua nuova situazione.

Le strategie terapeutiche

Esistono diverse strategie terapeutiche che possono aiutare il paziente nel recupero della continenza: gli esercizi del pavimento pelvico, il biofeedback (strumento che permette di apprendere gli esercizi sotto la guida di un computer), in casi selezionati la stimolazione elettrica del muscolo, le terapie comportamentali, i dispositivi medici e, in casi gravi, l’intervento chirurgico. 
Ogni opzione ha vantaggi e limitazioni e la scelta del trattamento dipende dalla gravità dell’incontinenza, dalle condizioni del paziente e dall’alleanza terapeutica che si stabilisce con lo specialista. 

La relazione con lo specialista

L’approccio riabilitativo non deve essere vissuto dall’uomo come una noiosa serie di esercizi muscolari indirizzati al rinforzo del pavimento pelvico; tra paziente e fisioterapista deve invece crearsi empatia e complicità. Il paziente deve poter contare, durante il percorso riabilitativo, su un alleato, una persona che comprende il suo disagio, con la quale potersi confrontare e trovare quel supporto a volte difficile da ottenere nel contesto quotidiano. 
Quanto maggiore è la motivazione del paziente al trattamento, tanto più veloce è il recupero.
Anche i semplici suggerimenti sulla quantità di liquidi da introdurre ed i tempi corretti di introduzione possono facilitare il progressivo miglioramento della situazione, così come la scelta, magari solo temporanea, di ausili di assorbenza non particolarmente ingombranti, ma in grado di dare al paziente autonomia nel poter condurre una vita sociale il più vicino possibile alla normalità.

Assistenza e cura personalizzate

È quindi importante, durante il recupero post operatorio, che il paziente riceva un’assistenza qualificata e mirata ad una personalizzazione del trattamento: ogni persona infatti ha caratteristiche diverse in termini di sintomi, di malattia, di peculiarità fisiche, di struttura muscolare, di esigenze quotidiane e una strategia personalizzata può massimizzare le possibilità di recupero. La perdita dell’autonomia sfinterica, associata spesso alla perdita della potenza sessuale, mina alla base la sensazione di “forza” del maschio: è necessario essere affiancati, in questo percorso, da professionisti che siano in grado di scegliere l’approccio più adatto al caso specifico, che sappiano fornire al paziente informazioni dettagliate sulla “sua” incontinenza, sulle cause, sui trattamenti disponibili e sulla loro efficacia, e aiutare l’uomo a sentirsi più sicuro, fiducioso e parte attiva nel processo di recupero, che spesso può richiedere tempo e pazienza. 

Donatella Giraudo
Dottore in Fisioterapia, Consulente Dipartimento di Urologia IRCCS Ospedale San Raffaele Turro, Professore a contratto Università “Vita e Salute” San Raffaele, Milano


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