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Disparità nelle cure per il tumore della prostata: l’appello di Europa Uomo per le Unità Prostatiche Multidisciplinari

Dall’indagine di Cittadinanzattiva emergono carenze e disparità di qualità nella cura e nell’assistenza dei pazienti con tumore della prostata. Da Europa Uomo un appello affinché le Unità Prostatiche Multidisciplinari vengano regolamentate da linee guida nazionali.

9 luglio 2024 - Sono stati presentati oggi a Roma i risultati di un’indagine promossa da Cittadinanzattiva e realizzata in partnership con Europa Uomo Italia finalizzata a ripercorrere il percorso di diagnosi e cura del paziente italiano affetto da tumore della prostata per verificarne l’equità e la qualità nelle varie Regioni e monitorare disuguaglianze e difficoltà. Per ottenere queste informazioni sono state interpellate tre diverse tipologie di interlocutori: le istituzioni regionali (Direzioni Generali della Salute / Assessorati alla Salute), gli ospedali (Direzioni Generali ospedaliere) e i pazienti e i loro caregiver.

Tra i temi indagati, la presenza di Prostate Cancer Units o Unità Prostatiche Multidisciplinari, che rappresentano il modello di riferimento per un’adeguata ed efficiente gestione del più diffuso tumore maschile. Dall’analisi dei dati ottenuti emerge una discrepanza tra le informazioni riferite dalle strutture di cura e quelle riferiti dai pazienti. L’82,5% delle strutture (8 su 10) affermano di avere al proprio interno una Prostate Cancer Unit o un Gruppo Multidisciplinare dedicato. Ciononostante, l’84,5% dei pazienti riferiscono di non essere stati presi in gestione da un team multidisciplinare e il 40% di loro segnalano la mancata attivazione di un percorso multidisciplinare.

Tale discrepanza diventa più consistente se si considerano altri dati, riferiti dai pazienti, che evidenziano una mancata organizzazione multidisciplinare della gestione dei casi: la mancanza di prenotazione, da parte della struttura, delle visite e degli esami necessari al paziente, i tempi di attesa troppo lunghi per eseguire gli accertamenti diagnostici e ricevere le terapie, la mancata informazione sugli effetti collaterali delle cure e su come gestirli, la mancanza di servizi di riabilitazione e di supporto psicologico.

“Le disparità riscontrate tra i dati forniti dai diversi interlocutori rispecchiano la situazione ancora indefinita delle unità prostatiche in Italia” ha commentato Claudio Talmelli, Presidente di Europa Uomo Italia: “attualmente nel nostro Paese le Prostate Cancer Unit sono solo ‘autocertificate’, non esistono linee guida nazionali vincolanti che assicurino omogeneità nella gestione del tumore della prostata – non solo tra le Regioni ma anche al loro interno, tra le diverse strutture di cura – né alcuna forma di monitoraggio della qualità. L’organizzazione di percorsi multidisciplinari resta affidata all’iniziativa delle Regioni e/o delle singole strutture, con il risultato che non tutti i cittadini possono beneficiare degli stessi servizi.”

“Solo indicazioni autorevoli e vincolanti, emesse dal Ministero della Salute, possono garantire qualità ed equità nella gestione del tumore della prostata in tutte le Regioni” ha aggiunto Claudio Talmelli: “Per questo Europa Uomo Italia rivolge oggi un appello al Ministero della Salute affinché, come è già avvenuto dieci anni fa per i centri di senologia, siano al più presto emanate le ‘Linee guida della rete nazionale delle unità prostatiche multidisciplinari’, e siano recepite e applicate in tutte le Regioni”.

“I tempi sono maturi, non resta che ripercorrere la strada aperta con l’istituzione delle Breast Unit. Le decine di migliaia di cittadini colpiti ogni anno dal più diffuso e subdolo tumore maschile, che impatta in modo importante sulla qualità di vita, non possono più aspettare.” ha concluso Claudio Talmelli.

Leggi il comunicato stampa.

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